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Oggi i film tratti dai videogiochi incassano miliardi e conquistano la critica, ma nel 1993 la strada era completamente inesplorata. Quando Hollywood decise di portare sul grande schermo l’idraulico più famoso del mondo con Super Mario Bros., il risultato non fu soltanto un disastro al botteghino, ma la genesi di una delle produzioni più caotiche, surreali e cronicamente alcoliche della storia della settima arte.
Dietro la pellicola che cercò di trasformare il colorato Regno dei Funghi in una distopia cyberpunk dal sapore di Blade Runner, si nasconde un incubo produttivo fatto di sbronze sul set, incidenti sul lavoro e uno scontro totale tra cast e regia.
Bob Hoskins e John Leguizamo: bere per sopravvivere
I due protagonisti, l’attore britannico Bob Hoskins (Mario) e l’attore comico John Leguizamo (Luigi), capirono ben presto che il film si stava trasformando in un disastro senza via d’uscita. Per affrontare giornate di riprese interminabili, prive di una direzione chiara e costellate da continue modifiche al copione, i due trovarono un’unica via di fuga: l’alcol.
Leguizamo ha successivamente confermato nella sua autobiografia che lui e Hoskins trascorrevano gran parte delle pause tra una scena e l’altra a bere scotch e whisky nel camper per affogare la frustrazione.
Questa abitudine portò a conseguenze inevitabili: durante una scena alla guida del furgone dei fratelli Mario, Leguizamo, visibilmente alterato, frenò troppo bruscamente facendo volare Hoskins fuori dal veicolo. Risultato? Una mano fratturata per Bob Hoskins, che fu costretto a recitare per il resto del film con un gesso dipinto a mano con la tonalità della pelle del suo personaggio.
🎬 SCHEDA TECNICA E RETROSCENA
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Regia: Rocky Morton e Annabel Jankel
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Cast: Bob Hoskins (Mario), John Leguizamo (Luigi), Dennis Hopper (King Koopa)
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Budget: Circa 48 milioni di dollari
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Incasso: Circa 20.9 milioni di dollari (Flop commerciale)
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Incidenti di produzione: 1 mano fratturata per Hoskins, scariche elettriche sul set per gli attori, sbronze continue tra le riprese
Registi contro tutti: il terrore di Rocky Morton e Annabel Jankel
Alla guida del progetto c’erano i coniugi Rocky Morton e Annabel Jankel, creatori del celebre personaggio televisivo Max Headroom. La loro visione del film era estremamente cupa, punk e distante dal materiale originale di Nintendo.
La tensione sul set toccò livelli di guardia mai visti prima:
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Dennis Hopper (King Koopa): L’attore definì l’esperienza un vero e proprio “incubo a occhi aperti”, arrivando a litigare furiosamente con i registi per ore e urlando loro contro di fronte all’intera troupe a causa dei continui cambi di sceneggiatura.
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Comportamenti estremi: La troupe arrivò a detestare a tal punto i due registi che si registrarono episodi al limite dell’assurdo. Si racconta che Morton abbia versato del caffè bollente addosso a una comparsa perché non gli piaceva il suo abbigliamento, scatenando la rabbia degli attori.
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Sceneggiatura riscritta al bar: Il copione veniva riscritto quasi ogni notte. Hoskins ha raccontato che spesso gli attori arrivavano sul set la mattina, imparavano le battute, per poi veder arrivare una nuova versione del testo stampata su fogli di colore diverso poche ore dopo.
🍻 ANATOMIA DI UN DISASTRO CINEMATOGRAFICO
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Ambientazione: Da Regno dei Funghi a distopia cyberpunk.
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Retroscena: Alcol costante per sopportare il set.
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Infortuni: Fratture, scosse elettriche e ustioni.
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Eredità: Diventato un cult generazionale “trash”.
Il verdetto degli attori anni dopo
Bob Hoskins, scomparso nel 2014, non ha mai nascosto il suo disprezzo per la pellicola. Intervistato anni dopo da The Guardian, alla domanda “Qual è stato il peggior lavoro che tu abbia mai fatto?”, l’attore rispose senza esitare: “Super Mario Bros.”. E alla domanda successiva su quale fosse la sua più grande delusione o il suo più grande rammarico, rispose di nuovo: “Super Mario Bros.”.
Anche Dennis Hopper e John Leguizamo hanno ricordato il film come uno dei punti più bassi della loro carriera professionale dal punto di vista dell’organizzazione, pur riconoscendo l’affetto bizzarro che il pubblico ha sviluppato nel tempo verso questo “cult dell’assurdo”.
Il giudizio di Geek Club Italia
A distanza di oltre trent’anni, Super Mario Bros. (1993) rimane una pietra miliare al contrario: un monito su come l’assenza di una visione chiara e il disprezzo per il materiale originale possano trasformare una produzione milionaria in un caos alcolico. Eppure, proprio per la sua natura folle e sregolata, la pellicola continua a conservare un fascino irresistibile per gli amanti del cinema trash e delle storie di produzione più estreme.
Fonti ufficiali
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The Guardian – Bob Hoskins Interview Archives
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John Leguizamo Autobiography (Pimp My Ride: Tales from Hollywood)
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Production Archives & Making of Super Mario Bros. (1993)
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