GEEK CLUBITALIA
NERD MYSTERIES // ENIGMI STORICI

Manoscritto Voynich: perché il libro più misterioso del mondo è ancora indecifrabile

Piante impossibili, diagrammi astronomici e centinaia di pagine scritte in una lingua sconosciuta: dopo secoli, il Manoscritto Voynich continua a resistere a linguisti e crittografi.

geek club italia 2 Agosto 2026 4 min di lettura
Manoscritto Voynich: perché il libro più misterioso del mondo è ancora indecifrabile

Esiste un libro composto da centinaia di pagine, scritto con simboli apparentemente ordinati e accompagnato da illustrazioni dettagliate. Il problema è che nessuno conosce la lingua utilizzata.

Non sappiamo con certezza chi lo abbia realizzato, quale fosse il suo scopo e neppure se il testo contenga un vero messaggio. È il Manoscritto Voynich, conservato nella Beinecke Rare Book and Manuscript Library dell’Università di Yale con la sigla MS 408.

Un libro che nessuno riesce a leggere

Secondo Yale, il volume fu probabilmente prodotto nell’Europa centrale tra la fine del Quattrocento e il Cinquecento. L’autore rimane sconosciuto e nessun tentativo di decifrazione ha ottenuto un consenso scientifico generale.

Perché si chiama Voynich?

Il manoscritto prende il nome da Wilfrid M. Voynich, libraio antiquario di origine polacca che lo acquistò nel 1912. Fu proprio la sua comparsa sul mercato dei libri rari a trasformarlo in uno dei più grandi enigmi della storia della scrittura.

Il volume era però già esistito per diversi secoli. Uno dei primi proprietari documentati fu l’imperatore del Sacro Romano Impero Rodolfo II, che avrebbe pagato 600 ducati d’oro per acquistarlo. L’imperatore credeva che il libro potesse essere opera del filosofo medievale Ruggero Bacone, ma questa attribuzione non è supportata dalle analisi moderne.

Che cosa mostrano le illustrazioni?

Anche se il testo resta incomprensibile, le immagini permettono di suddividere il manoscritto in diverse sezioni.

Alcune pagine mostrano piante, ma molte non corrispondono chiaramente a specie conosciute. Altre contengono diagrammi astronomici e astrologici, costellazioni, cerchi concentrici e simboli zodiacali.

Una parte particolarmente enigmatica raffigura figure femminili immerse in vasche e collegate da tubi o canali. Seguono poi grandi medaglioni cosmologici, disegni di radici ed erbe e pagine di testo prive di illustrazioni, forse simili a ricette.

Yale identifica sei gruppi principali: botanica, astronomia e astrologia, bagni, cosmologia, preparazioni farmaceutiche e una sezione testuale potenzialmente dedicata a ricette o formule.

Potrebbe essere un falso moderno?

Per molto tempo qualcuno ha ipotizzato che il libro fosse una sofisticata truffa. Le analisi scientifiche hanno però escluso l’idea di una falsificazione realizzata nel Novecento.

La datazione al carbonio-14 ha collocato la pergamena nel Quattrocento. Anche inchiostri e pigmenti risultano compatibili con i materiali utilizzati dagli scribi medievali.

La pergamena sarebbe stata ottenuta dalla pelle di circa 14 o 15 vitelli. Il manoscritto è stato inoltre studiato attraverso spettroscopia Raman, fluorescenza a raggi X, microscopia e imaging multispettrale.

Questo non dimostra automaticamente che il testo abbia un significato, ma conferma che il libro è realmente un oggetto antico e complesso.

Una lingua perduta o un codice segreto?

Nel corso degli anni sono state avanzate numerose ipotesi. Il testo potrebbe rappresentare:

  • una lingua naturale oggi sconosciuta;
  • una lingua artificiale;
  • un sistema cifrato;
  • abbreviazioni utilizzate da medici o alchimisti;
  • parole costruite attraverso regole automatiche;
  • un testo volutamente privo di significato.

I simboli sembrano però seguire schemi regolari. Alcuni compaiono più spesso in determinate posizioni, mentre certe parole si ripetono con variazioni minime.

Questa struttura rende difficile liquidare il manoscritto come una semplice sequenza casuale, ma non basta per dimostrare che contenga una lingua autentica.

Perché gli annunci di decifrazione non convincono?

Periodicamente qualcuno sostiene di aver finalmente compreso il Manoscritto Voynich. Le presunte soluzioni indicano lingue molto diverse tra loro: latino, ebraico, arabo, lingue romanze, dialetti scomparsi oppure sistemi di scrittura completamente inventati.

Il problema è quasi sempre lo stesso. Una vera decifrazione dovrebbe permettere di tradurre il testo in modo coerente, applicando le stesse regole a tutto il manoscritto. Non basta riconoscere qualche parola isolata o associare liberamente i simboli alle immagini.

Finora nessuna proposta è riuscita a produrre una traduzione completa, ripetibile e accettata dagli specialisti.

E se il mistero fosse proprio il suo scopo?

Il Manoscritto Voynich potrebbe essere un trattato medico, un manuale botanico, un testo esoterico oppure un’opera destinata a un piccolo gruppo di persone.

Potrebbe anche essere stato creato per apparire depositario di una conoscenza segreta. Forse il suo autore voleva proteggere informazioni riservate. Forse utilizzava un linguaggio personale comprensibile soltanto a pochi. Oppure l’intero libro era un elaborato esercizio di invenzione.

La cosa più affascinante è che possiamo osservare tutte le sue pagine, analizzarne i materiali e studiarne ogni simbolo. Eppure, dopo più di cinque secoli, il manoscritto continua a non dirci che cosa contiene.

Fonti ufficiali